RICOTTARO

La parola “ricottaro” deriva quasi certamente (e visibilmente) da “ricotta”. Per capire quale attinenza possa avere questo gustoso alimento con un energumeno che sfrutta delle donne, occorre parlare un istante della ricotta. 
Le proteine del latte: la caseina (80%) e le proteine del siero (20%).
Riscaldando il latte, si ottiene da una parte la caseina, che  dà origine alla “cagliata”, con cui si fanno i formaggi, e dall’altra  le proteine del siero. Riscaldando (“cuocendo”) ulteriormente le proteine del siero a 85-90° C si ottiene la ricotta: “da “recoctus”, ricotto.
La ricotta è dunque, per certi versi, lo “scarto” della lavorazione del latte: un prodotto che si ottiene senza sforzo. Per traslato, viene chiamato “ricottaro” chi sfrutta il lavoro della prostituta, senza fare alcuna fatica.
Su questo punto ci sarebbe da discutere: innanzitutto, per ottenere la ricotta il siero del latte va riscaldato, quindi non è che non si debba fare alcunché:  fuor di metafora, il ricottaro, pur non fornendo direttamente la prestazione sulla quale lucra, deve comunque sorvegliare che le prestatrici d’opera non corrano pericoli, che non battano la fiacca, e che non s’imboschino i guadagni. Insomma, passa le  notti in bianco anche lui.
Dura, insomma, la vita del ricottaro. Nella Napoli del 700, in cambio della sua protezione il ricottaro aveva diritto a tre vestiti  nuovi all’anno, tre accessi settimanali alla propria protetta, e al pagamento delle spese del vitto, del fumo e dell’avvocato qualora, nell’ambito dei rischi connessi alla sua attività, fosse stato arrestato.
 
“Ricottaro” potrebbe peraltro non avere niente a che fare con la ricotta: secondo alcuni lessicografi deriverebbe piuttosto da “recòveta”: la raccolta di denaro che si faceva periodicamente nei vicoli di Napoli per aiutare le famiglie di chi era finito in galera. Queste “raccolte” erano sollecitate da personaggi equivoci, che spesso usavano questa formula per spillare del denaro a chi non era in condizione di dire di no.
 Il ricottaro sarebbe dunque un “raccoglitore” di soldi, guadagnati senza alcuna fatica.