MIGNOTTA

Il termine “mignotta” deriva dal vezzeggiativo francese “mignon”: mia piccola, mia piccina, che però poi diventa la piccola di tutti.

Altri fanno derivare la parola mignotta da (filius – o filia)  m(atris) ignotae”: figlio (figlia) di madre sconosciuta. Con questa dicitura venivano registrati all’anagrafe i bambini abbandonati dalle madri, e quindi cresciuti in strada, o in un orfanatrofio.

La “mignotta” è dunque una madre ignota,che ha dovuto abbandonare il figlio perché non ha la possibilità di occuparsene. E lui fin da bambino se l’è dovuta sbrigare da solo: è dunque una persona spregiudicata, abile, e flessibile. Tutte qualità che lo rendono simpatico e in gamba,se riesce a sopravvivere.

Lo testimonia l’espressione romanesca “fijo de na mignotta” poi passata anche in italiano, che è quasi un complimento: un tributo alla furbizia, all’inventiva e all’abilità (pur se spesso truffaldina) del suo destinatario.

“Mignotta”, nato come vezzeggiativo-diminutivo, tra l’ironico e l’affettuoso, è diventato un po’ alla volta prima un vero e proprio sinonimo di “puttana” e poi un dispregiativo generico. “Mignotta”è parola un po’ meno fredda, un po’ più simpatica, e meno offensiva, di “puttana”: ma di questo comunque si tratta.